18/09/19

Un grande peccatore

L'orgoglio mi pesa. Lo tengo a distanza ma lui si avvicina e, a volte, mi morde con sorprendente ferocia. La mitezza non è mai stata il mio forte, tengo duro, cerco di dimenticare, prego Dio tutti i giorni di farmi dimenticare, di darmi il dolce assenzio dell'oblio ma non vengo ascoltato. E' la mia pena costante. Sapere e aver saputo, leggere e aver letto e poi studiato e aver viaggiato senza ipocrite paure fra le opposte ideologie di questo mondo che ci è stato donato. Ho capito da molto tempo ormai che ne facciamo scempio, ho inteso che anch'io col mio rigore e la mia cultura resto un grande peccatore, con maggiori colpe di altri che almeno non sanno e mai hanno saputo.
Avrei bisogno del silenzio di un monastero, dello specchio onesto della mia anima senza altri intermediari che la mia coscienza: e invece sono qui davanti ad uno schermo che, aperto, mi butta in faccia il mondo. Prego per resistere.

16/09/19

Vuoti e sincerità

Ho motivo di supporre che il problema della “sincerità” sui blog non sia solo una mia supposizione: comunque lo si voglia definire questo picchiettare sui tasti, il senso o il fine di una pagina virtuale non può prescindere da una verità di comunicazione senza la quale un Blog non è nulla.
Ci sono “nulla” imponenti in rete e non lo dico dall’alto di un’arroganza o presunzione di merito: i nulla sono talmente evidenti da non necessitare di alcuna spiegazione. Non sono legati solo ad una sintassi o ad una lingua raffazzonata e nemmeno ad argomenti più falsi e stucchevoli delle stoviglie di plastica: sono luoghi di una risibile tendenza al ribasso dove si cinguetta del come sei bello come sei giusto come sei bravo. A volte sono anche scritti bene e non è quello il metro di giudizio da utilizzare; la cifra stilistica o letteraria cui fare riferimento.

E’ un pericolo cui tutti siamo esposti perché il comodo di un abbraccio apriori per non essersi spostati di una virgola dal target sociale e culturale di riferimento è qualcosa di ipnotico. La mia risposta si trova nella colonna dei link per altri blog, è lì il mio senso della presenza qui; io non sono solo orgoglioso di avervi fra i miei contatti, io sono certo che i blogger indicati in quell’elenco rappresentano un valido motivo per leggere in rete.
Per ogni nome c’è una persona, una vita e un’emozione: io rispondo ad ognuno di voi, mi sentite? E vi domando, mi domando, quale altro scopo può avere un blog se non quello di aprire alla conoscenza e alla comprensione spiriti e culture diverse? Comunicare e goderne, questo è il mezzo che abbiamo fra le mani. Non siamo tutti uguali e non abbiamo eguale talento, ciò non significa appiattirsi verso il basso ma semmai il contrario.

Ho scritto per lunghi anni sino allo sfinimento, spinto da una febbre in cui il compiacimento era solo una piccola parte e il bisogno di verità e assoluto la segreta richiesta. Ne sono uscite cose come quelle che leggete: sono la mia verità? Sì lo sono e possono essere tenute in mano LIBERAMENTE. Non rappresentano dogmi intoccabili, esprimono solo il mio desiderio di restare, il bisogno di non morire all’oblio delle emozioni e dei sentimenti che mi hanno sorretto nella mia vita. Sono la mia testimonianza, curata, levigata…amata. Io veramente non ho altro e non so scrivere di altro.

14/09/19

Cadaveri

Ho scritto che sto diventando pazzo. Non lo sono ancora e parlarne fra me e me è un segno di assoluta LIBERTA'. Voi non sapete quanta, pensate di comunicare applaudendovi o insultandovi o esaltandovi fra voi... Come fate a crederci? Che valore ha tutto questo?
Sapete, un giorno scrissi un commento all'interno di una discussione serrata su un argomento di attualità.
Non dico mai le cose con troppa diplomazia. 
Mi scrisse poi la proprietaria del blog sul mio blog di allora: mi disse che era completamente d'accordo con me... Ma... ma... ma temeva che il mio intervento riuscisse sgradito ad un terzo blogger e che quindi lo aveva censurato!
CENSURATO!!!
Mi pregava anche di non pubblicare questo suo commento da me ( avevo la moderazione) e mi ringraziava anticipatamente.
COME DIAVOLO FATE A CREDERCI A CREDERVI-  SIETE VOI CHE STATE DIVENTANDO PAZZI,  IL BLOG LIBERO HA PAURA DI SE STESSO deve restare solo questa bava di buonismo viscido e ignorante. I blog sono morti e tutti scriviamo su un cadavere.

IL VENTO SOFFIA SUL MIO VISO. Sto qui ma sono stato altrove. Vago per una landa desolata, i segni di un'apocalisse già iniziata
Tra sorrisi e invettive I SOLITI DISCORSI e i soliti gesti (che le tastiere siano diverse non ha importanza) Malinconia non è più il mio vero credo adesso vorrei che fosse lucidità.
C'è dell'affetto nella lucidità?
Resta un po' d'amore dentro di essa?
Il riflesso non abbaglia?

STO QUI E GUARDO DAVANTI A ME. MI PIACCIO, MI PIACCIO SI',
NARCISO O STRONZO? Obiettivo!

Su questa spiaggia su cui sono approdato manca quasi tutto: l'ho affondato io nel mio naufragio VOLUTO ma è meglio così: Mi sono portato dietro solo la certezza della fine e adesso non la temo più. Non ho paura della totalità delle cose che prima mi riempivano d'ansia.....C'è un refolo di vento lo annuso, sa solo di vento, voi non sapete quale sapore abbia il vento senza moderazione.

12/09/19

POCHI APPIGLI

Non tutte le faccende hanno appigli che consentono almeno una parvenza di comprensione; questo BLOG è una fuga, ben vestita (credo) e organizzata con la logica di un maturo signore ricco d’esperienza e solitudine; le righe scritte o riscritte sono il riflesso di un concetto esistenziale che non prevede l’età ma la surclassa, ci gioca e pensa scioccamente di averla fatta fessa.
E’ in questo luogo che gli anni riesco a tenerli a bada, solo qui posso permettermi di sbagliare e poi disquisirci sopra con charme e in rima. Fuori da qui ci sono solo schiaffi in faccia…qualcuno di essi riesce ad entrare fino all’anticamera di queste pagine. Non mi sono arreso ma questo non elimina la mia sconfitta nell’altra vita, là dove tra i 18, i 38 o i 59 la differenza esiste ed è palese. Cerco di vivere questa e quella, anzi ho provato talvolta a essere poligamo e farle risiedere entrambe vicino al cuore. Non ci sono riuscito, le due signore sono litigiose e incompatibili l’una all’altra, non ho alternative a questa dicotomia. Però dentro la mia vita “mentale” il concetto di errore è diverso e ha ragione chi dice che spesso amiamo le cose che apparentemente disdegnamo secondo la logica corrente; forse è solo il tentativo di nasconderle o proteggerle dai poliziotti dell’altra vita, quella in cui siamo debitori di qualcosa a qualcuno.
Il senso vero e profondo di scrivere e di farlo così è quello di nobilitare quel mondo di emozioni e idee che fuori da una pagina sarebbero accantonate in un angolo a fare tappezzeria mentre le squillo di lusso dell’alta società divorano le notti fra brindisi e scopate da alta moda.
La bellezza vera trascolora se non la nutri d’amore, rinsecchisce e invecchia fino a svanire anche dai ricordi frammentati in questi giorni in cui le sconfitte sono uno standard consueto. E’ qui che un sorriso davanti ad un tazza di latte diventa un brindisi scintillante, qui che una riflessione attenta trova lo spazio della comprensione, qui e soltanto qui, dentro questa via di fuga.
Ma anche in questo luogo NIENTE E’ PREVEDIBILE, NIENTE E’ SICURO. Non ho più prospettive virtuali, non ho la “vostra “ educazione, non possiedo il vostro stile e non pretendo di imporre il mio. Ho solo questo luogo e non riesco ad immaginarne il destino: strano per uno come me che conosce bene la storia e ne ha scritte tante. Prima o poi succederà di nuovo. Anche se sono guardingo come una volpe in un pollaio Anche se vivo ai margini succederà di nuovo. Lascerò ogni tanto un commento, quando capita e dove mi sembra giusto farlo; ma da cosa nasce cosa, qualcuno leggendolo risalirà la corrente e ARRIVERA’ QUI, leggerà e stropicciandosi le mani, s’inventerà un nuovo account google per aggirare la moderazione e lascerà il segno del suo passaggio e saremo PUNTO E DACCAPO. Saremo di nuovo nel mondo dei blog: delle signore gelose e dei signori avvelenati e degli anonimi a gogò. Lo ripeto accadrà di nuovo perchè siamo, siete, sono così; mi fate rabbia, non vi capisco ma non serve. Capiterà di nuovo sempre nell’indifferenza più assoluta, quella propria degli dei dell’olimpo da condominio che abitano in gran parte la blogosfera. Io fra di loro. Anonimi. Sconosciuti. Anche apolidi? Cosa siamo, come siamo veramente… Ogni tanto i miei pensieri mi sfuggono di mano, vengono qui e si scrivono da soli, raccontano di loro e dei loro viaggi, ridono talvolta di me. Ma io sono Vincenzo, passo e ripasso. Torno e riapro, sembro non aver pace. E’ vero, ho lasciato decine di tracce e di resti sui blog e nei commenti in tutti questi anni. Mai soddisfatto mai a posto, sempre sghembo.
Volevo scrivere un profilo personale ma non mi esce niente di meglio di questo: in fondo siamo tutti degli anonimi particolari in questo mondo virtuale. Diciamo di noi ma manca lo sguardo, l’occhiata, il ritmo del passo e il suono della voce. Qui scrivo solo per me, per lasciare un segno alle spalle dei miei giorni: sembra un vezzo ma è una necessità. Scrivo per liberare la vita che mi porto dentro, tutto il resto viene dopo, ma che ci siate voi in sala è una coscienza che possiedo dal primo momento in cui ho battuto sulla tastiera di un computer. Vi sono dei moti dell’animo che non hanno alcun senso comune, alcuna giustificazione e che, tuttavia, si palesano senza ritegno.
Quindi ENZO, il resto è solo vento immaginazione e sogno.

Un grande peccatore

L'orgoglio mi pesa. Lo tengo a distanza ma lui si avvicina e, a volte, mi morde con sorprendente ferocia. La mitezza non è mai sta...